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Le vie del centro

“Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere”. Così scriveva Stendhal e chissà se, tra le viuzze, le vie e i viali , si è rapiti allo stesso modo dalla bellezza del Centro Storico di Firenze e colti dalla famosa sindrome.

Immaginando di uscire da Palazzo Cocchi e seduti a una panchina per ammirare la maestosa facciata della Chiesa di Santa Croce, ci addentreremo con la mente tra le storiche strade che costellano il Centro, strade che con i loro nomi raccontano di Firenze, delle sue origini, dei suoi costumi, delle sue tradizioni, dei suoi miti e della sua arte.
Ogni strada incontrata in questa passaggiata per il Centro Storico, avrà il suo spazio all'interno della homepage della pagina del Consiglio di Quartiere 1. Ma non volendo smarrire la strada e ritrovarla facilemente, abbiamo usato un filo di Arianna ovvero è sempre possibile consultare qui la nostra rubrica  "Le vie del centro".

    Via dei Rustici

    La strada dei palazzi signorili; tra Palazzo Vecchio e Santa Croce troviamo questa piccola via i cui tanti palazzi sono appartenuti alle famiglie più influenti della città. Passeggiando su queste vecchie pietre, un po' appartati dal caos delle arterie principali del centro, si respira un concentrato della Firenze che ha fatto la storia della Signoria, dalla famiglia Rustici, ai Peruzzi, cui è dedicata la piazza attigua.

      Via della Ninna

      Via della Ninna. O forse dovremmo dire “della Ninna Nanna”? In questa bella strada che, allora come adesso, divide Palazzo Vecchio dal Palazzo della Cancelleria (odierni Uffizi), in passato, si trovava la Chiesa di San Pietro Scheraggio che ospitava una Madonna col Bambino del Cimabue e che, per la particolare posizione supina del bambinello, era detta dai fiorentini “Madonna della Ninna Nanna”. L'opera era molto apprezzata e conosciuta da tutti e così il passo dal dipinto alla via fu breve. Oggi, che la chiesa è stata inglobata dagli Uffizi e che i ricordi di questa storia si sono un po' persi per strada, è grazie alla straordinaria ricchezza della memoria popolare se possiamo ancora rammentare l'origine di questo toponimo.

        Via della Vigna Vecchia

        Via della Vigna Vecchia. Strada caratteristica del rione Santa Croce, meta quotidiana, oltre che dei fiorentini, anche dei tanti turisti che da piazza della Signoria si muovono alla scoperta della città. Il toponimo è di origine antichissima; qui, già da prima della costruzione delle mura arnolfiane, dove la campagna faceva ancora capolino tra le case, si trovava la vigna dei monaci della Badia Fiorentina. “Vecchia” fu chiamata per distinguerla da quella dei religiosi di San Pancrazio, che era detta, appunto, “vigna nuova”.

          Via delle Burella

          Il toponimo è curioso e anche molto antico, ma non ci aiuta a capire cos’erano queste “burelle”, una volta così tipiche di questa zona e oggi scomparse. Qui, quando “Florentia” era ancora un “castrum” romano, sorgeva l’anfiteatro che, oltre ai consueti combattimenti tra gladiatori, proponeva anche spettacoli con i tanti animali feroci che erano alloggiati in piccole grotte o cunicoli, le burelle. Questi antri, che stavano appena sotto il suolo calpestato, sopravvissero alla distruzione dell’anfiteatro e ancora nel XIII secolo furono utilizzati per detenere temporaneamente i prigionieri della battaglia di Campaldino (combattuta tra Guelfi e Ghibellini nel 1289), oltre a essere normale luogo di lavoro per molte prostitute.

            Via delle Pinzochere

            Chi erano le pinzochere? Erano le donne che indossavano il cosiddetto “pinzo”, cioè un abito di tessuto grezzo simile al saio e che conducevano vita monastica senza però aver preso i voti. Potevano vivere in ambiente laico e partecipare però alla vita clericale; commistione che spesso aveva sollevato dubbi e dicerie sulla moralità dei rapporti con i vari ordini maschili, in particolar modo tra le pinzochere di Sant’Elisabetta del Capitolo e i frati di Santa Croce. Le pinzochere potevano essere prostitute che avevano voluto cambiar vita, vedove, donne “malmaritate” (sposate a uomini che non potevano mantenerle) o zitelle; da qui il termine tutto fiorentino di “pinza”, che, fino a non molto tempo fa, indicava una donna che non aveva trovato marito.

              Via di San Leonardo

              Via di San Leonardo. Senza dubbio una delle strade più affascinanti della città; perfetta per una passeggiata in ogni stagione dell’anno, con il tortuoso incedere protetto dai caratteristici muretti, i tanti alberi affacciati a incorniciare i preziosi scorci di collina fiorentina. Il nome ha origini molto antiche, così come molto antica è la piccola chiesa di San Leonardo da cui deriva; questa è la via che Ottone Rosai ha immortalato nei suoi dipinti e dove Ciajkovskij compose la famosa opera “La donna di picche”.

                Via del Canneto

                Via del Canneto. I vicoli hanno sempre il loro fascino e a Firenze ce l’hanno in un modo tutto particolare, soprattutto se fanno della tranquillità la loro caratteristica principale e dell’essere senza tempo la loro vocazione. Una volta qui c’era il greto dell’Arno, da dove, lavandaie, renaioli, funaioli e gli altri del popolo del fiume, si recavano, costeggiando i tanti canneti, alle mansioni giornaliere, tra chiacchiere e brusii che rallegravano l’aria.

                  Via dello Studio

                  In questa strada, che porta questo nome fin dal XIV secolo e che si apre come una sublime finestra sul nostro Duomo, è nata la prima università fiorentina. Lo “Studio Fiorentino”, che occupava il palazzo dove oggi troviamo un rinomato negozio d'arte, esisteva già dal 1321, ma fu elevato a rango di università, da papa Clemente VI, solo nel 1348. Lo Studio fu un vero polo educativo versatile e completo, dove, sotto la guida di grandi insegnanti come il Boccaccio, si imparavano lettere, scienze, legge e teologia.

                    Via della Mosca

                    Via della Mosca. Non trovate curioso questo toponimo? Perché intestare una strada a un insetto, che, notoriamente, è associato alla scarsa condizione igienica e alla dubbia capacità di essere noioso, appunto, “come una mosca”? Forse perché vi si trovava un’osteria con questo nome? Ma quale oste lo avrebbe usato per caratterizzare il suo locale? Forse perché qui vi abitava una famiglia con questo nome o forse perché le condizioni di questo vicolo, nei secoli passati non erano delle più salubri e i fastidiosi imenotteri pullulavano? Se vi aspettate una risposta da noi, ebbene, non l’abbiamo! Ma forse qualcuno di voi si!

                      Via di Costa Scarpuccia

                      Via di Costa Scarpuccia. Tutta questa zona d’Oltrarno è conosciuta, dai fiorentini più “datati”, con il nomignolo di “costa”, ma la nostra strada deve il nome alla forte pendenza, tanto ripida da assomigliare a una scarpata, ma di breve lunghezza e quindi a una “scarpuccia”. Per godere della bellezza di questa collina si deve faticare un po’, ma lo sforzo sarà ampiamente ripagato!

                       

                        Via dei Bardi

                        Via dei Bardi. Una delle strade più antiche di Oltrarno, così chiamata in onore della famiglia dei Bardi che qui aveva torri, case e palazzi. Influenti e ricchissimi fiorentini che da mercanti si fecero banchieri e che dopo aver prestato soldi a mezze corti europee si ridussero quasi in povertà; perché i reali erano più bravi a rendere onori piuttosto che gli interessi. Ma non tutti sanno che in origine questa via si chiamava “borgo pidiglioso”, perché vi abitava la popolazione più povera e umile della città. Che la strada abbia voluto riappropriarsi della sua vocazione storica?

                          Via del Monte alle Croci

                          Via del Monte alle Croci. Antica via che dalle mura conduce alle chiese collinari, San Miniato al Monte e San Salvatore al Monte, quest’ultima la preferita di Michelangelo, che l’aveva soprannominata “la bella villanella”. Il nome della strada si può ricondurre alle tante croci che in passato incorniciavano il suo cammino.


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